C’è un’Italia che premia giovani e talento: 2-0 alla Finlandia

23/03/2019

Un’Italia che non guarda ai nomi ma al talento, non alla rendita del blasone ma al dinamismo e all’entusiasmo dei giovani, né alle origini o ai colori della pelle ma alla forza e all’ambizione di crescere: è quella del calcio, firmata dal mister Roberto Mancini. Ne fa le spese la Finlandia, regolata 2-0 allo Stadio Friuli di Udine in un sereno sabato sera che concede uno spettacolo probabilmente non spumeggiante ma portatore di un risultato netto, corroborato soprattutto dalla certezza di una prospettiva rosea per un gruppo di giovani azzurri finalmente promettente e assortito dopo più di un decennio di malconcia sterilità dei nostri vivai sul piano della qualità.

A realizzare il vantaggio azzurro al 7°, diventando il più giovane goleador azzurro della storia del Cagliari (classe ’97), è il capitano dei sardi, Nicolò Barella, abile a calciare di controbatto dal limite trafiggendo l’estremo difensore avversario, aiutato da una fortunosa deviazione tra la selva di gambe scandinave in area. A raddoppiare, a un quarto d’ora dalla fine, un “millennial”, Moise Kean, classe 2000, il secondo marcatore in assoluto più giovane della nazionale, precedendo un mostro sacro come Rivera: l’attaccante juventino trafigge i finlandesi incuneandosi in area, dove raccoglie un assist al bacio di Ciro Immobile, che porta a spasso sulla trequarti mezza difesa finlandese prima di liberare il compagno di reparto.

Premiata la linea verde di coach Mancini, che ripropone ormai identitario 4-3-3 che punta sul possesso palla e sul pressing dinamico a tutto campo fin dalle prime battute, scegliendo dall’inizio, oltre a Kean come ala destra in avanti insieme a Immobile e Bernardeschi, il terzino destro Piccini, in forza al Valencia nella Liga spagnola, che completa la retroguardia a quattro con Biraghi, Chiellini e Bonucci, davanti a Donnarumma. Confermato e decisivo il centrocampo che, oltre a Barella, ripropone il fine palleggio tra Jorginho e Verratti, che dettano tempi cui la Finlandia fatica ad abituarsi sostanzialmente per tutto l’arco della gara, rendendosi davvero pericolosa solo al ’65 con una conclusione ravvicinata finita a lato di Pukki, liberato a centro area da un traversone rasoterra proveniente da destra su dormita italiana.

Nel finale, la lieta serata viene impreziosita dal ritorno in azzurro, dopo otto anni e mezzo, di Fabio Quagliarella, tutt’altro che giovanotto, con i suoi 36 anni, ma più che applaudito in virtù non solo di due anni pieni di gol e grandi giocate mai dimenticati con la maglia dell’Udinese dal pubblico locale, ma soprattutto per i suo sontuosi 21 gol di capocannoniere della Serie A italiana. Spazio infine anche per Nicolò Zaniolo, altro classe 2000 titolare nella Roma giallorossa e grande promessa della trequarti azzurra. Una serata da ricordare per tante ragioni, che lascia intravedere finalmente un cielo azzurro sui tanti teatri del calcio internazionale del futuro: un modello di selezione e approccio, quello dettato da mister Mancini, che forse il nostro paese dovrebbe tentare di adottare ben oltre lo sport.

Mario Agostino

 

Tabellino:

ITALIA-FINLANDIA 2-0
7′ Barella, 74′ Kean
ITALIA (4-3-3): Donnarumma 6; Piccini 6, Bonucci 6, Chiellini 6, Biraghi 6 (91′ Spinazzola sv); Barella 7, Jorginho 6,5, Verratti 6,5 (85′ Zaniolo sv); Kean 7,5, Immobile 6 (80′ Quagliarella 6,5), Bernardeschi 6,5. Ct. Mancini
FINLANDIA (5-3-1-1): Hradecky 6; Granlund 5, Toivio 5, Vaisanen 5, Arajuuri 5, Pirinen 5; Lod 5, Sparv 4, Kamara 5; Hämäläinen 5 (70′ Lappalainen 5); Pukki 5 (83′ Karjalainen 5). Ct. Kanerva
Ammoniti: Sparv (F), Verratti (I), Piccini (I)


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